Posted by myr | Posted in Bathroom, Sitting-room | Posted on 29-10-2006
Ecco un’altra chicca tutta italiana, che ti fa essere orgoglioso di questo Paese.
Ma procediamo con ordine.
(Fonti:
me medesima + “Rivoluzione Wi-Max” di Alessandro Longo de L’espresso del 2 novembre 2006 + wikipedia)
WiMax cos’è
Acronimo di Worldwide Interoperability for Microwave Access è, in parole povere, una nuova tecnologia di rete che permette connessioni senza fili (tramite onde radio) fino a 20Mbps in 20 Km di raggio!
Il protocollo utilizzato (LLc, Logical Link Control) è lo stesso di altre LAN e WAN a cui quindi è possibile collegarsi, creando un’unica enorme rete
la sua economicità:
In Europa le frequenze utlizzate sono 3,4 - 3,6 GHz, che nonostante siano solo una piccola parte di quelle utilizzabili da WiMax, costituiscono comunque un passo avanti.
L’installazione prevede costi bassissimi, a differenza di altre tecnologie, e può raggiungere per la sua natura, anche località di montagna in cui la fibra ottica ad esempio, sarebbe di improponibile installazione (sulle rocce delle montagne…).
Anche la creazione delle infratrutture per il WiMAx avrebbe costi accettabili: si parla di 5 miliradi di euro (un ottavo dell’attuale Finanziaria…) per coprire tutto il territorio italiano, comprese le più infime frazioni.
possibili benefici:
Crescita di piccole e medie aziende tuttora escluse dalla banda larga, spingendo sull’innovazione locale; abilitazione di servizi utili al territorio e alla pubblica amministrazione (ad esempio per la videosorveglianza, il monitoraggio del traffico, dell’inquinamento, delle zone a rischio di valanghe, incendi, inondazioni, etc.); ma SOPRATTUTTO il WiMax potrebbe smuovere la concorrenza nella rete fissa italiana, dove Telecom ha una quota di mercato da record del 78% CHE NON HA EGUALI IN EUROPA (BT in Gran Bretagna si ferma al 25%…in Italia tutto è fondata sul doppino in rame in mano a Teleocm, mentre in altri paesi ci sono anche reti con cavo coassiale). Permetterebbe agli operatori medio-piccoli di trovare nuovi spazi, nella fornitura di Internet veloce e telefonia Voip: finchè non si crea un’infratruttura alternativa, è difficile fare concorrenza a Telecom, la cui rete, attualmente, può solo essere affittata dagli operatori cosiddetti alternativi.
Negli altri Paesi
Francia
La prima asta WiMax è stata nel 2004 e cis ono offerte da giugno 2005. Le ultime aste di luglio 2006 porteranno altri operatori a ultimare la copertura a sud della Francia. il governo francese ha dichiarato che l’Adsl coprirà il 98% della popolazione entro dicembre 2006 e il restante 2% sarà coperto da WiMax entro il 2007.
Spagna
Ci sono 3 operatori WiMax e le offerte sono arrivate l’anno scorso soprattutto per coprire con la banda larga zone rurali e montagnose.
Regno Unito
Le prime aste sono state nel 2003. Entro dicembre Milton Keynes sarà la prima grande città ad essere completamente coperta da WiMax, da Pipex, che poi si estenderà ad altre 7 entro fine 2007 (tra cui Londra e Manchester). A Londra già Urban WiMax offre il servizio al pubblico business. Tra fine 2006 e inizio 2007 ci saranno le prime aste su frequenze ottimali di 2,5-2,7 GHz, per un avvicinamento alla copertura su rete mobile (per essere del tutto efficace dovrebbe attestarsi non oltre i 2,5GHz, ma è già qualcosa).
Germania
“In Germania” - dice Antonio Gambardella tra i fondatori di MyQube - “dalla primavera, vendiamo una connessione 1/1 Mbps a 9,99 euro al mese. Presto ne avremo una che in 19,97 euro includerà WiMax a 3/3Mbps e tutte le chiamate nazionali. L’offerta analoga di Deutsche Telekom costa 50 euro”. Prezzi possibili perchè “con un’antenna che ci costa 40mila euro, il WiMax ci permette di servire fino a 400 utenti nel raggio di un km”
USA
TowerStream serve da tempo il pubblico business in grosse aree(Boston, New York, Rhode Islnad, Chicago e Los Angeles) con offerte WiMax di altissimo livello (100Mbps!). Negli USA si usano frequenze migliori per il WiMAx perchè il governo le ha strappate alle vecchie tv analogiche.
Ad agosto l’operatore Spint Nextel ha annunciato che investirà 3 miliardi nei prossimi 2 anni nel WiMax, per un network mobile di quarta generazione, che nel 2008 coprirà 100 milioni di americani.
Corea del Sud
Le prime licenze sono state consegnate a gennaio 2005 agli operatori. Sono arrivate qualche settimana fa le prime offerte, basate sulla variante coreana del WiMAx progettata da Samsung (WiBro): banda larga in totale mobilità.
Nel giugno prossimo arriverà l’offerta anche dell’opreratore SKT.
e in Italia?tutto bloccato
In Italia le frequenze tra 3,4 e 3,6 GHz sono di proprietà del ministero della Difesa. Cosa che non dovrebbe costituire un ostacolo dato che era così anche in Francia, ma poi sono state messe all’asta. E qui c’è li problema: il ministero della Difesa vuole 400milioni per cedere le frequenze da vendere. Negli altri Paesi europei le aste per assegnare le frequenze hanno totalizzato al massimo 125 milioni di euro (massimo raggiunto dall’asta francese quest’estate).
Tra l’altro la sola premessa all’inizio delle aste è già di per sè lungherrima:
i due ministeri (della Difesa e delle Comunicazioni) devono prima mettersi daccordo su una cifra, poi ci vorranno almeno 6 mesi perchè l’Agcom (autorità garante telecomuinicazioni) fissi i criteri per l’assegnazione delle licenze, “premessa” per giungere all’asta :/
Pare che l’Agcom sia furente: la settimana scorsa il suo presidente Calabrò, in un’audizione al Senato ha tuonato contro i ritardi del WiMax.
Intanto però il ministro Gentiloni non se ne occupa, avendo altre priorità come quelle riguardo la vecchia tv analogica.
Inoltre non è possibile per noi, affitrae le frequenze UHF come è stato fatto in America (quelle della tv analogica), che a causa della legge Gasparri, resteranno in mano agli attuali assegnatari che le utilizzeranno, con il digitale terrestre, per moltiplicare i canali. Sarebbero invece l’ideale per il WiMax…:/
Così per il momento sono stati fatti solo piccoli esperimenti, che con le ultime beghe burocratiche sembra non avranno seguito per ancora molto tempo.
Questa la situazione “esperimenti”:
Oltre ad Arezzo, a novembre 2005 si contano circa una cinquatina di sperimentazioni sparse sul territorio nazionale. La prima è partita a Cassina de’ Pecchi, dove la Siemens ha i propri laboratori nazionali.
Più estese invece quelle in Valle d’Aosta: Fastweb, Siemens e Rai stanno sperimentando in località montane, a Champolouc e dintorni. L’obiettivo è dare accesso a banda larga a case e alberghi di zone turistiche come Val d’Ayas.
Eppure…
L’Italia è stata ultimamente addittata dal commisario Ue per la Società dell’informazione e media, per la scarsa copertura della banda larga “preoccupante e inadeguata per los viluppo di applicazioni avanzate” E’pari infatti all’87% della popolazione, quando in Francia si sfiora il 100%. Le zone rurali sono coperte in Italia, al 44% contro una media Ue del 65%; e il 13,2% della popolazione ha un accesso veloce ad Internet, 3 punti sotto la media Ue.
Di queste cose c’è sempre più da essere orgogliosi del nostro Paese…:(
Non oso immaginare poi cosa accadrà quando si comincerà ad estender la copertura WiMax su rete mobile: le varie compagnie di telefonia mobile interessate a mantenere il monopolio dell’UMTS faranno di tutto per impedirlo…(UMTS che copre pochissimo il territorio nazionale, e che ha costi alti di installazione delle infrastrutture)
e io sono una di quegli italiani non coperti dalla banda larga, nonostante abiti a 20 min (a piedi mentre poco + di 5min con l’auto) dal campus universitario della mia città.. quindi neanche in una zona rurale…:/

), non vedo motivo per cui dovrei continuare ad usare Firefox.
