Evolution al Nordwind

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Posted by myr | Posted in Uncategorized | Posted on 28-11-2006

Evolution live concert al Nordwind
Domenica 3 Dicembre - Nordwind disco pub - Via Giannone 18 Bari
(’Nordwind’ è tedesco…”ragazzi non esiste solo l’inglese al mondo” (cit.) :p)

Bullismo & Internet

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Posted by myr | Posted in Bedroom | Posted on 28-11-2006

Il bullismo è sempre esistito.
da che mondo è mondo il + debole ha sempre subito le angherie del + forte…i ragazzi ritardati nei paesi venivano chiamati ‘gli scemi del villaggio’, creando una figura talmente diffusa, da indurre i + grandi scrittori a farne un personaggio letterario.
tutti si scandalizzano invece per i fenomeni di bullismo che (come i funghi, grazie all’ “informazione”) si sentono in questi giorni; ma in una società in cui si esalta la competizione poi, cos’altro ci si aspettava? che il + forte fosse gentile col + debole??…

e il processo alle intenzioni su Internet???
Google accusata dalla magistratura di…favoreggiamento o qualcosa del genere non ricordo bene…per aver permesso la pubblicazione su GoogleVideo di un video di un ragazzo dawn malmenato…come se davvero si potesse controllare l’immane flusso dati che viaggia sulla rete…l’abnorme quantità di video pubblicati ogni giorno su GoogleVideo o su YouTube da tutto il pianeta!
sono parole al vento davvero…

ma una cosa è da denigrare:
c’è troppa competizione in questa società, troppo pochi sono i valori umani inculcati ai bambini dal contesto in cui crescono.
forse risolvendo questo punto non si eliminerebbe il bullismo sul + debole (che ripeto c’è sempre stato) ma perlomeno si eviterebbe che questi ‘bulli’ diventino anche ‘famosi’ e ammirati da tutti per le loro qualità negative, e ci sarebbe qualcuno (fosse anche solo uno) che interverrebbe in difesa del maltrattato (nel libro Cuore c’è una storia simile).

A Day in the Life

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Posted by myr | Posted in Bedroom | Posted on 18-11-2006

Sarà che con l’esame di ‘calcolo delle probabilità e statistica’ mi sto menando proprio male (chissà perchè poi…)ma questa canzone dei Beatles mi ha colpito molto.
ci sono delle parole - magari anche solo 2 o 3 - ma talmente dense di significato…
questo è il testo con traduzione e parte della ’storia’ che sta dietro al testo.
Fonte: Musica & Memorie

(al di là di tutto vi consiglio di ascoltare il pezzo…è davvero bellissimo)
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I read the news today oh boy
About a lucky man who made the grade
And though the news was rather sad
Well I just had to laugh
I saw the photograph.

He blew his mind out in a car
He didn’t notice that the lights had changed
A crowd of people stood and stared
They’d seen his face before
Nobody was really sure
If he was from the House of Lords.

I saw a film today oh boy
The English Army had just won the war
A crowd of people turned away
but I just had to look
Having read the book.

I’d love to turn you on

Woke up, fell out of bed,
Dragged a comb across my head
Found my way downstairs and drank a cup,
And looking up I noticed I was late.
Found my coat and grabbed my hat
Made the bus in seconds flat
Found my way upstairs and had a smoke,
Somebody spoke and I went into a dream

I read the news today oh boy
Four thousand holes in Blackburn, Lancashire
And though the holes were rather small
They had to count them all
Now they know how many holes
it takes to fill the Albert Hall.

I’d love to turn you on.

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Traduzione in Italiano (di Alberto Truffi):

Ho letto sui giornali di oggi
di un uomo fortunato che è arrivato a destinazione
e sebbene la notizia fosse piuttosto triste
mi è proprio venuto da ridere

Ho visto la fotografia
si era fatto saltare le cervella in una macchina
non si era accorto che il semaforo era diventato rosso
un sacco di gente stava lì a guardare
avevano già visto la sua faccia
nessuno era veramente sicuro
Se appartenesse alla camera dei Lords

Ho visto un film oggi
l’esercito inglese aveva appena vinto la guerra
un sacco di gente è andata via
ma io sono proprio dovuto (rimanere a) guardare,
avendo letto il libro

Sarei felice di farvi andare su di giri

Mi sono svegliato, mi sono buttato giù dal letto
Ho passato un pettine fra i capelli
sono sceso di sotto e ho preso una tazza (di caffè)
e guardando su mi sono accorto di essere in ritardo
Ho trovato il cappotto e afferrato il cappello
ho preso l’autobus al volo (questione di secondi)
sono andato di sopra e mi sono fatto una fumata
qualcuno parlava e sono entrato in un sogno

Ho letto sui giornali di oggi
di quattromila buchi a Blackburn, Lancashire
e sebbene i buchi siamo piuttosto piccoli
li hanno dovuti contare tutti
Ora sanno quanti buchi
Servono per riempire l’Albert Hall

Sarei felice di accendervi

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Storia:
La canzone è strutturata sul modello del sogno, e quindi procede per immagini slegate, ma è un sogno ad occhi aperti, nelle prime ore del mattino di “una giornata qualsiasi”, quando ancora non abbiamo preso in mano la giornata, o forse cerchiamo il modo di tornare alla protettiva dimensione del sogno.
Il brano è ispirato, nell’avvio della prima parte alla morte in un incidente stradale del giovane Tara Browne, amico dei Beatles, ereditiere della famiglia Guinness, la famosa marca di birra. Aristocratico ma attivissimo nella swinging London’ di metà anni ‘60 e anfitrione di feste con la presenza di cantanti e musicisti. Il 18 dicembre del 1966 perse la vita in un incidente stradale nel quartiere londinese di Kensington, schiantandosi con la sua Lotus Elan spider contro un furgone parcheggiato.

Tara Browne era un amico di Lennon, di conseguenza è evidente il suo coinvolgimento. Quindi l’accenno al riso si spiega con l’effetto di straniamento, di distanza, provocato dall’incidente trasformato e trasfigurato dai media in un fatto lontano dalla realtà concreta.
(a me quel sorriso colpisce + di quanto avrebbe fatto qualunque altra reazione ndr)

La canzone procede per frammenti e associazioni di idee. Qui c’è la memoria di un film di guerra, ma anche la trasposizione di una recente esperienza di Lennon, che aveva partecipato come attore al film How I Won The War (Come ho vinto la guerra) di Richard Lester, presa in giro antimilitarista della guerra.

La scena che viene evocata è comunque di un film di genere, o di un documentario, che la gente non vuole vedere, ma il protagonista, avendo “letto il libro” (sapendo cosa la guerra significhi, probabilmente) non riesce ad andarsene, e rimane a guardare.
(bellissime le parole usate “A crowd of people turned away but I just had to look” ndr)

Il ritornello del brano fu fonte di mille polemiche. Infatti in inglese la frase suona anche come “sarei felice di farvi sballare” e quindi potrebbe essere una allusione ed un invito alla droga. E la cultura della droga, soprattutto degli allucinogeni come l’LSD era in quegli anni un punto centrale della lotta tra le generazioni, e i Beatles ne erano, come noto, ampiamente partecipi. In alcuni paesi la canzone fu bandita per questo verso (in Italia fu trasmessa pochissimo), la BBC inglese decise di non trasmetterla, in realtà potrebbe essere un invito/promessa molto più banale e letterale.

Qui inizia la seconda parte, composta e cantata da McCartney. E’ un ricordo, una serie di frammenti sui tempi della scuola, un altro “giorno nella vita”.
(”un altro giorno nella vita” espressione adattabilissima a qualunque età immagino…ndr)

Segue un ritorno al presente, alla lettura dei giornali, alle sensazioni della vita di ora, contrapposta alla stagione della adolescenza.
Sebbene anche qui i malpensanti abbiano pensato a qualche altro genere di buco, si tratta probabilmente di un gioco di parole all’inglese, un limerick, genere che appassionava molto Lennon. L’Albert Hall è naturalmente la nota sala da concerti di Londra, tempio della musica classica, e i suoi frequentatori mummificati sono associati per dinamismo ed espressività a un buco per terra, qualcosa che può essere riempito con qualsiasi contenuto.
(questa trovata dei ‘buchi nell’Albert Hall’ è efficacissima ndr)