Debian - Mounting di un usb device

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Posted by myr | Posted in Sitting-room | Posted on 28-03-2008

Scrivo questo post xchè in giro non si trovano molte info…spesso sono non complete o non universali o non corrette :p
Ho inserito il mio (nuoverrimo Evviva ) lettore mp3 nella porta usb e non lo montava in automatico: non compariva in /media.
sudo -fdisk -l
non lo visualizzava nell’elenco, mentre lsusb si:
Bus 001 Device 009: ID 10d6:1101 Actions Semiconductor Co., Ltd D-Wave 2GB MP4 Player

Allora ho fatto:
sudo mount -f
e finalmente ha cominciato ad apparire in ‘computer’ ma cliccandoci compariva:
mount: can’t find /dev/sdc in /etc/fstab or /etc/mtab
(in precedenza nei vari tentativi era comparso: mount: can’t find /dev/sdb in /etc/fstab or /etc/mtab)
allora ho fatto (personale iniziativa Ehehe ):
sudo mkdir /media/usb
sudo gedit /etc/fstab
e nel file aperto ho aggiunto alla fine questa riga:
/dev/sdc /media/usb vfat sw 0 0
(vfat xchè essendoci tra i driver windows del mio lettore anche quelli per win95 ho pensato avesse filesystem fat)

infine:
sudo mount /dev/sdc /media/usb

e finalmente si può aprire.
nn so se questa guida può effettivamente risultare migliore di altre ma, essendo frutto della prova di tutti i consigli sparsi in rete, e di una personale rielaborazione funzionante, magari può servire a qualcuno Fiore

Nutriti di False Chiacchiere

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Posted by myr | Posted in Bedroom | Posted on 27-03-2008

Delle vostre mani e della menzogna
(Nazim Hikmet - 1949)

Le vostre mani dure come le pietre,
tristi come arie cantate nel carcere,
grosse e lente come bestie da soma,
mi ricordano i visi dei ragazzi affamati.

Le vostre mani lievi, leste come api,
pesanti come mammelle piene di latte,
audaci come la vita che cresce,
sotto la loro pelle rozza hanno la tenerezza d’una stretta di mano amica.

No, questo mondo non sta sulle corna di un toro,
questo mondo è piantato sulle vostre mani onnipotenti.

Uomini, ah! uomini miei,
vi nutrono di false chiacchiere,
mentre avete bisogno di pane e di carne per domare i crampi della fame.
Voi lasciate questo mondo, dove ogni ramo si piega sotto il peso dei frutti,
senza esservi tolta una sola volta la fame.

Uomini, ah! uomini miei
in Africa e in Asia dovunque,
nel vicino e nel lontano Oriente fino alle onde del Pacifico,
tutti i paesi miei,
più del settanta per cento della gente del pianeta,
siete vecchi e distratti, come le vostre mani, siete magnifici e forti.

Uomini, ah! uomini miei,
fratello mio d’America e d’Europa,
sei come le tue mani, smemorato e irrequieto come il mercurio.
Sta’ all’erta! Con menzogne bavose ti lusingano,
e così facilmente possono averti nel sacco.

Uomini, ah! uomini miei,
se le antenne vi mentono a ogni istante,
se mentono le rotative,
se vi mentono i libri, di copertina in copertina,
e i manifesti sui muri e gli annunzi sulle colonne,
se dagli schermi bianchi vi mentono le gambe nude delle ragazze,
se le preghiere vi mentono
e le ninne nanne
e i sogni,
se nei cabaret mente il violino e il violinista,
se vi mentono le voci che suadenti sussurrano - taci! -,
se tutto ciò, che dipende dalle vostre mani, mente,
tutto, fuorchè le vostre mani,
se tutti vi mentono inventando fandonie,
se tutto e tutti con protervia vi mentono,
allora sappiate che questo
è perchè restino cieche le vostre mani, come le tenebre,
ubbidienti come cani da guardia,
cedevoli come l’argilla,
è perchè non si ribellino, le vostre mani,
è perchè in questo mondo mortifero,
dove tanto si desidera vivere
e dove voi troppo vivete penosamente,
le vostre mani possano
senza fine servire
l’oppressione e la schiavitù.

Mafia e programmi elettorali

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Posted by myr | Posted in Bathroom | Posted on 27-03-2008

vorrei segnalarvi un articolo di Elio Veltri che sottolinea l’assenza del problema mafia nei programmi elettorali dei politici italiani. io stessa non l’avevo notato Confusione:


Per i partiti la mafia non esiste
di Elio Veltri

I programmi dei partiti (tutti) sorvolano sulla mafia. E non mi riferisco a quella delle fiction televisive e dei romanzi rosa. Parlo della mafia S.pA (Ndrangheta, Camorra, Cosa Nostra, Sacra Corona Unita), la più grande multinazionale europea, con un fatturato valutato almeno 140 miliardi di Euro (Fonte Confesercenti; Procura nazionale antimafia, Commissione antimafia del Parlamento) che investe in 18 paesi del mondo e che a detta della relazione della Commissione antimafia del Parlamento sulla Ndrangheta ( febbraio 2008), ha “colonizzato” Milano.

La relazione lo dice perché sa che saremo pochissimi a leggerla, altrimenti non sarebbe stata approvata alla unanimità, e dopo averla letta non potremo fare nulla perché gli organi di informazione hanno per l’argomento un rifiuto maggiore dei politici. D’altronde, negli atti del Parlamento da anni è depositato un documento della DIA (Direzione investigativa antimafia) che indica il numero degli affiliati in 1.800.000, mentre le televisioni parlano di 10-15 mila affiliati e secondo diverse fonti attendibili il patrimonio consolidato delle mafie ha un valore di 1000 miliardi, un po’ meno del debito pubblico. Dell’argomento si occupano cattedre di prestigiose università, il Senato degli Stati Uniti, l’Onu, l’Unione Europea. Ma i politici italiani promettono: diminuzione delle tasse, maggiore sicurezza sul lavoro, riduzione del precariato e più posti di lavoro, pur sapendo che investitori i altri paesi da noi non investono i loro capitali perché abbiamo in casa una delle cinque mafie più potenti del mondo, ma anche la più rispettata perché ha fornito alle altre cultura, modelli di comportamento ed esempi rari di accordi con la politica, con l’economia e la finanza. Quindi, i programmi e i comizi elettorali, anche televisivi, sono falsi perché oltre il 40 per cento della ricchezza prodotta è illegale e criminale e non paga né tasse né contributi. Il silenzio serve anche a convincere i cittadini, che il problema rimane confinato alle quattro regioni meridionali, nonostante MAFIA SpA ricicli e investa il denaro principalmente da Roma in su e all’estero.

IL Senatore Kerry ha titolato il suo rapporto al Senato degli Stati Uniti ”The new war”, quella contro il crimine organizzato che è uscito vincente dalla globalizzazione, dall’uso di Internet, dalla caduta delle frontiere. Luise I. Shelley, direttore del Transnational Crime and Corruption della Università di Washington ha osservato:” la criminalità transnazionale sarà per i legislatori il problema dominante del ventunesimo secolo, così come lo fu la guerra fredda per il ventesimo e il colonialismo per il diciannovesimo” Se ne sono accorti tutti tranne i nostri leader politici e i nostri organi di informazione.

Poiché da mesi leggo sull’argomento libri e documenti mi sono chiesto il perché di tanto silenzio, interrotto solo da due intellettuali, Sartori e Saviano, che hanno intuito il problema ma non sono entrati nel merito più di tanto. So bene che qualche altro giornalista ogni tanto ne scrive, ma purtroppo per chi scrive e per noi, non provoca dibattito, perché se il dibattito occupasse le trasmissioni tv si dovrebbe chiedere lo scioglimento di consigli comunali del Nord Italia, una attenzione particolare al comune di Milano, e, soprattutto, si dovrebbe dire che la legge sulla confisca dei beni non funziona, che i paradisi fiscali andrebbero posti sotto embargo, che le banche italiane non dovrebbero aprirvi sedi e che non dovrebbero farlo nemmeno le società quotate in borsa. Inoltre banche e società finanziarie con tracce di denaro criminale andrebbero punite almeno con la sostituzione dei dirigenti e va da sé che analoga misura dovrebbe riguardare tutti gli uomini politici coinvolti. Quindi, in un paese come il nostro, non si può.

Ma, tornando alle domande, credo che le uniche risposte possibili siano queste:

1) I dirigenti dei partiti sanno, ma non hanno il coraggio di aprire una voragine dagli esiti imprevedibili. Quindi si comportano come se non sapessero, per viltà.

2) I dirigenti dei partiti sono collusi direttamente o per interposte persone. Come lo fu Andreotti a suo tempo.

3) I dirigenti dei partiti sono ignoranti perché presi dal teatrino della politica e sensibili solo all’informazione televisiva. Il che significa che si circondano di persone che sanno meno di loro;

4) I dirigenti dei partiti sanno, sottovalutano il problema e pensano di evitare il terremoto della verità perché per la durata dei loro incarichi ci penserà lo stellone.

Se il professore americano e con lui tanti altri ( ho letto il libro del prof Masciandaro, docente alla Bocconi e consulente dell’ONU, “La farina del diavolo” del 2000!, che nella bibliografia riporta 32 voci di autori per la pubblicazione di oltre 50 volumi) avranno ragione, i dirigenti dei nostri partiti un giorno o l’altro saranno processati perché i nostri figli e i nostri nipoti saranno costretti a lavorare con imprese criminali e chissà in quanti lo fanno già senza saperlo. Saranno processati anche se furbescamente delegando il problema alla magistratura e alle forze dell’ordine pensano di potersene lavare le mani. Ma, una classe dirigente che delega il maggior problema politico del paese e ne fa un problema di ordine pubblico, prima o dopo deve pagare il conto.

aggiungo queste citazioni che possono diventare spunti di riflessione:
“La differenza tra dittatura e democrazia è che in democrazia prima si vota e poi si prendono ordini, in dittatura non dobbiamo sprecare il nostro tempo andando a votare.” Charles Bukowski (1920-1994)scrittore americano

“La politica è una faccenda troppo seria per essere lasciata ai politici.” Charles De Gaulle (1890-1970), statista francese.

“Dato che un politico non crede mai in ciò che dice, resta sorpreso quando gli altri ci credono.” Charles De Gaulle (1890-1970), statista francese.

“Il governo è come tutte le cose del mondo: per conservarlo bisogna amarlo.” Charles De Montesquieu (1689-1755), filosofo francese.

“La differenza tra un politico ed uno statista sta nel fatto che il politico pensa alle prossime elezioni lo statista alle prossime generazioni.” Alcide Degasperi (1881-1954), uomo politico e statista italiano.

“Se l’umanità non progredisce nella stessa misura in tutte le parti del mondo la responsabilità non è della scienza, ma dell’ignoranza dei benefici che se ne possono trarre e delle cattive scelte politiche.” Norberto Bobbio

“Ho dovuto studiare la politica e la guerra in modo che i miei figli possano studiare la matematica e la filosofia.” John Adams

“In ogni caso la causa della rivolta è l’ineguaglianza.”Aristotele