Posted by myr | Posted in Bedroom | Posted on 22-01-2009
Solo un milione di euro di risarcimento a Europa7. Il Consiglio di Stato ha depositato ieri sera la sentenza sulla vicenda della tv che nel ‘99 pur essendosi aggiudicata una licenza nazionale per l’emittenza televisiva non aveva potuto iniziare le trasmissioni per mancanza di frequenze. La vicenda era finita anche davanti alla Corte di giustizia europea. Per la mancata assegnazione delle frequenze, l’emittente aveva avanzato una richiesta di risarcimento danni miliardaria.
Di recente il ministero dello Sviluppo economico ha assegnato all’emittente una frequenza che si è liberata grazie alla ricanalizzazione dello spettro chiesta dall’Unione Europea. Restava in piedi la richiesta di risarcimento danni da parte di Europa7: fino a 3,5 miliardi senza assegnazione di frequenze, fino a 2,16 miliardi con le frequenze.
Nel gennaio dello scorso anno, i giudici della Corte di giustizia Ue del Lussemburgo avevano definito il regime italiano di assegnazione delle frequenze per le attività di trasmissione radiotelevisiva “contrario al diritto comunitario”. Per la Corte di giustizia Ue il regime italiano “non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi e non segue criteri di selezione obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati”.
(21 gennaio 2009)
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^^(Fonte: La Repubblica)
LA SINISTRA:
Nel Luglio 1999, dopo una gara indetta per l’assegnazione delle frequenze, Europa 7 vinse una concessione per trasmettere su scala nazionale, ma le frequenze non gli furono concesse per mancanza di spazio. Alla stessa data, Rete 4 perse la concessione.
Nel Novembre 2002, la Corte Costituzionale (sentenza n.466) stabilisce che Rete 4 deve dismettere definitivamente le trasmissioni terrestri entro il 31 Dicembre 2003, ma il 24 Dicembre 2003 Silvio Berlusconi firma un decreto legge per superare tale termine.
Nell’Aprile 2004, il Parlamento approva la legge Gasparri che, ignorando la sentenza della Corte Costituzionale, permette a Rete 4 di continuare liberamente a trasmettere nonostante non abbia una concessione, lasciando nuovamente esclusa Europa 7.
Nel Maggio 2004, il Parlamento Europeo approva una relazione nella quale esprime preoccupazione che l’anomaila italiana si espande agli altri paesi membri, ed invita la Commissione Europea a prenderne atto.
Nel Giugno 2004 il Consiglio d’Europa approva una risoluzione al caso che deplora l’esclusione di un potenziale operatore televisivo, Europa 7, vincitore della gara televisiva sulle frequenze occupate da Rete 4.
Nel luglio 2005 il Consiglio di Stato,[4] dopo il ricorso di Centro Europa 7 contro la sentenza del TAR, chiese alla Corte di Giustizia Europea di rispondere a 10 quesiti, [13] dove fu messo in discussione il quadro legislativo e un risarcimento danni in favore di Europa 7. La Corte di Giustizia Europea ha condannato infatti l’Italia a una multa di 350 mila euro per ogni giorno di ritardo nell’applicazione della direttiva europea a partire dal 1 GENNAIO 2009 (circa 130 milioni di euro all’anno) se Rete 4 non abbandonerà le frequenze analogiche in favore di Europa 7 vincitrice della gara di assegnazione.La sanzione verrà calcolata con effetto retroattivo fino al 1 gennaio 2006.
Il 12 Ottobre 2006 il Governo Prodi approva il disegno di legge Gentiloni, che non solo risolve la vicenda, ma non ne riconosce nemmeno i diritti.
Il 30 Novembre 2006, davanti alla Corte di Giustizi Europea, il Governo Prodi, attraverso l’avvocatura dello Stato, difende la posizione del Governo Berlusconi difendendo addirittura la legge Gasparri.
Il 31 Gennaio 2008 la Corte di Giustizia Europea riconosce che i regimi transitori imposti dalla legge Maccanico, il decreto “salva-Rete4″ e la legge Gasparri non rispettano le direttive europee e il regime transitorio che ha beneficiato Rete 4 è illegittimo, riconoscendo a Europa 7 il diritto ad avere le frequenze per trasmettere.
LA DESTRA:
30 settembre 2008 : udienza a Milano contro Antonio di Pietro per presunti danni a Mediaset e RTI per avere detto convintamente che Rete 4 sta violando la legge e le disposizioni italiane ed europee in materia di trasmissioni televisive.[38]. Il deputato molisano sarà poi assolto.
Il 16 Dicembre 2008 il Collegio si riserverà di decidere in via definitiva sul ricorso con cui Europa 7 chiede il risarcimento del danno, valutato intorno ai 2,169 miliardi se le frequenze dovessero essere attribuite, 3,5 miliardi nel caso opposto.
Il 13 Ottobre il sottosegretario Paolo Romani, attraverso un comunicato stampa sul sito del ministero, annuncia una probabile soluzione: la possibilità di ospitare Europa 7 ricanalizzando le frequenze utilizzate da RaiUno in banda VHF III secondo il nuovo standard europeo che porta a 8 i canali utilizzabili sostituendo gli italiani E-F-G con gli europei E6-E7-E8-E9.
Ma la cosa sembra rimandata a partire dal 2009 con la prosecuzione del passaggio definitivo al digitale su tutto il territorio nazionale (di cui in questi giorni è protagonista la Sardegna) e dal verdetto del 16 dicembre 2008.
Il 16 Dicembre, si è tenuta l’udienza in cui le parti hanno presentato le loro valutazioni: da una parte i legali di Europa 7, rappresentati da Ottavio Grandinetti e Alessandro Pace, che hanno ribadito l’insufficienza tecnica delle frequenze e il risarcimento. Dall’altra parte l’Avvocatura dello stato nominata dal governo, rappresentata da Maurizio di Carlo, che ha sostenuto che il ricorso è inammissibile.
I giudici della VI sezione del Consiglio di Stato, presieduta da Giovanni Ruoppolo, il 21 gennaio 2009 hanno stabilito che Europa 7 otterrà dallo Stato un risarcimento di poco più di 1 milione di euro (meno di un millesimo di quanto richiesto). Anche se formalmente la vicenda è chiusa, molti interrogativi restano aperti.
ORA MI CHIEDO:
- stanno pensando di dare ad Europa7 alcune frequenze “della RAI” in surplus secondo il passaggio al digitale terrestre imposto a livello europeo.
(questione riguardo la copertura del territorio molto ridotta che forniranno queste poche frequenze)
- il Consiglio di Stato ha deciso un risarcimento di un milione di euro
(e basta…pochissimo se si pensa ai danni e agli investimenti persi dal 2006)
DOMANDA: ma la multa della corte europea doveva partire dal gennaio 2009 (QUESTO MESE) se Rete4 avesse continuato ad occupare le frequenze di Europa7. Per quanto vogliano cedere alcune frequenze, che Ret4 stia ancora lì indebitamente ACCADE SENZA OMBRA DI DUBBIO. E allora: dal primo gennaio 2009, stiamo pagando 350mila euro al giorno con effetto retroattivo dal 2006, si o no???? mha… se le leggi non funzionassero neanche a livello europeo davvero mi cadrebbero le braccia. o forse non funzionano solo x l’Italia con cui ormai si sono tutti un po’rassegnati???già la sentenza su Punta Perotti ha lasciato molto a desiderare…

sono d’accordo!

