Cose dell’altro mondo…

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Posted by myr | Posted in Bedroom | Posted on 17-04-2008

In questi giorni sto sentendo cose dell’altro mondo
non posso trattenermi dallo sfogo in questo post.
ecco cosa sento:

Berlusconi è già ricco, quindi non ruberà perchè i soldi non gli servono
La Fininvest era un’azienda piccolissima ed è cresciuta enormemente grazie a Berlusconi (idem il Milan: grande squadra), che essendo un ottimo imprenditore ‘che ci sa fare’, ci saprà fare anche con l’Italia, la guiderà come fosse una sua azienda
Berlusconi essendo ricco e ottimo imprenditore aprirà delle aziende al sud per dare lavoro ai giovani
Quando parla Berlusconi la gente, il popolino, capisce cosa dice; quando parlano gli altri noi non capiamo mai niente
‘Ma lei non ha mai avuto l’impressione che Berlusconi agisse unicamente per i suoi interessi?’ (testuali parole:)’No, mai. Per me Berlusconi è una persona pulita.’

INFORMAZIONE. informazione vera, limpida. ecco di cosa avete bisogno, gregge.
coloro che non si informano non dovrebbero avere diritto al voto. non è una questione di democrazia: se non si informano non possono avere la cognizione di causa necessaria per votare, in quanto non sono in grado di giudicare chi votare per il loro stesso bene (tanto meno per il bene degli altri).
A loro dedico questa canzone, e in particolare le seguenti strofe:

poi anni di trucchi e di inganni
indicibili affanni ma niente di che
davo una mano a bettino
ospitavo mafiosi pagavo lacchè

mi sono fatto da solo
mi sono alzato dal suolo
mi sono fatto 6 reti
tra trucchi e decreti da grande editor

regalo immagini e suoni
e tutti mi tengo buoni
ho dato un posto importante ad ogni brigante
che mente per me

mi son comprato un paese
di gente che fa le spese
e va al lavoro contenta
sognando villazze e pensioni da re

ed ora che sono il padrone
di questa nazione comando il vapor
ho sistemato i mie conti
c’e’ un branco di tonti che mi crede ancor
se dico che
mi sono fatto da solo

e c’è da porsi dunque un altro quesito: xchè tanta disinformazione? xchè tanta sottocultura? ma soprattutto xchè tanta disinformazione, in quanto è la stessa informazione (più che la cultura) a fare l’ignoranza: uno con la terza media se correttamente informato non è più ignorante politicamente parlando; mentre un laureato, se disinformato, può essere molto ignorante (sempre politicamente parlando).
basti pensare al ‘MANGANO È UN EROE’ frase sconvolgente cui non è stato dato il giusto peso. una cosa del genere in un altro paese avrebbe fatto allibire e crollare il favore dell’opinione pubblica. qui in Italia invece, a giorni dalle elezioni, nessuno ancora “ne sa niente”!!!alcuni nn sanno nemmeno che queste parole, queste parole ha avuto il coraggio, queste parole ha avuto la strafottenza di pronunciare, sapendo (a ragione evidentemente) di avere l’appoggio incondizionato (cioè indipendente da qualunque cosa dica o faccia) di milioni di persone. e grazie a cosa? grazie a 4 cose: soldi, parole, tv, industrie.

Meccanica delle Votazioni

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Posted by myr | Posted in Bathroom, Bedroom | Posted on 14-04-2008

Innanzitutto per stimare il calo di affluenza alle urne stanno facendo confronti con le percentuali del 2006 che sono, con altissima probabilità, falsati da brogli elettorali.
Secondariamente vorrei che si riflettesse sul mezzo fornito al popolo per votare: LA MATITA cosiddetta indelebile.
Perchè non una penna?
Dicono che il motivo è ‘che la penna è tossica’.
ma stiamo scherzando? fessi si, ma fino a un certo punto.
L’unico motivo realmente considerabile è che in questo modo possono facilmente far passare, tra una matita “indelebile” e l’altra, anche matite normalissime. in my humble opinion. tra l’altro hanno un tratto talmente sottile che se si cancellasse davvero non si vedrebbe niente (a malapena si vede senza che venga cancellato).
e infatti…

Votare o Non Votare: l’opinione di Travaglio

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Posted by myr | Posted in Bathroom, Bedroom | Posted on 01-04-2008

Travaglio ha dichiarato che voterà IdV e spiega perchè (dal blog di Antonio di Pietro):

“Due anni fa votai per l’Italia dei Valori, soprattutto perché nel mio Piemonte candidava Franca Rame, persona straordinaria che sono felice di aver contribuito a mandare al Senato. Credo proprio che anche stavolta tornerò a votare per il partito di Antonio Di Pietro. Conosco le obiezioni dei critici: la gestione padronale e personalistica del partito, da cui molti si sono allontanati; la caduta di stile di far prendere al partito una sede in affitto in uno stabile di proprietà dello stesso Di Pietro; la candidatura di personaggi come Sergio De Gregorio e Federica Rossi Gasparrini, puntualmente usciti dall’Idv dopo pochi mesi dall’elezione; l’adesione di Di Pietro, come ministro delle Infrastrutture, al progetto del Tav per le merci in Valsusa (sia pure dialogando con le popolazioni e discutendo di un possibile nuovo tracciato, alternativo al famigerato «buco» da 54 km a Venaus); la decisione di non chiudere la società Stretto di Messina, pur con la contrarietà ribadita al progetto del ponte; il no alla commissione parlamentare d’inchiesta sui fatti del G8 (secondo me sacrosanto, visto che le commissioni parlamentari in Italia servono a confondere le acque e a ostacolare le indagini della magistratura; ma maldestramente motivato con la richiesta di indagare anche sulle violenze dei black bloc, quasi che il parlamento dovesse occuparsi dei reati dei cittadini comuni). Per essere chiari: voterei molto più volentieri per un Einaudi o un De Gasperi redivivi. Ma, in attesa che rinasca qualcuno di simile e riesca a entrare in politica, penso che l’astensione – da cui sono stato a lungo tentato – finisca col fare il gioco della casta, anzi della cosca. Il non voto, anche se massiccio, non viene tenuto in minimo conto dalla partitocrazia: anche se gli elettori fossero tre in tutto, i partiti se li spartirebbero in percentuale per stabilire vincitori e vinti. E infischiandosene degli assenti, che alla fine hanno sempre torto. Dunque penso che si debba essere realisti, votando non il «meno peggio», ma ciò che si sente meno lontano dai propri desideri.
A convincermi a votare per l’Idv sono le liste che ha presentato Di Pietro, che ospitano diverse persone di valore, alcune delle quali sono amici miei, di MicroMega, dei girotondi e di chi ha combattuto in questi anni le battaglie per la legalità e la libertà d’informazione. Ne cito alcuni.

C’è Beppe Giulietti, animatore dell’associazione Articolo 21 contro ogni censura ed epurazione, dunque scaricato dal Pd che gli ha preferito addirittura Marco Follini, ex segretario dell’Udc ed ex vicepremier di Berlusconi, come responsabile per l’Informazione: quel Follini che ha votato tutte le leggi vergogna, compresa la Gasparri che è il principale ostacolo alla libertà d’informazione.
C’è Pancho Pardi, che ho incontrato la prima volta al Palavobis, poi in tutti i girotondi e che mi auguro di reincontrare quando – se, come temo, rivincerà Berlusconi – ci toccherà tornare in piazza.
C’è la baronessa Teresa Cordopatri, simbolo della lotta alla ’ndrangheta in Calabria.
C’è, a Napoli, un sindaco anticamorra come Franco Barbato, che ha militato nel progetto di lista civica nazionale insieme a tanti altri amici.
C’è Leoluca Orlando, che in quanto ad antimafia non teme confronti.
Non ci sono, in compenso, alcuni personaggi discutibili che si erano avvicinati all’Idv, e che sono stati respinti o non ricandidati.
E poi ci sarebbero anche Beppe Lumia e Nando Dalla Chiesa, ai quali Di Pietro aveva offerto un posto nella sua lista in Sicilia dopo l’estromissione (nel primo caso provvisoria, nel secondo definitiva) da quelle del Pd, che in compenso ospitano elementi come Mirello Crisafulli, l’amico del boss di Enna: alla fine, grazie anche all’Idv, Lumia è rientrato nel Pd, mentre Nando ha rispettabilmente deciso di declinare l’offerta.

E poi c’è Di Pietro che, pur con tutti i suoi difetti, ha saputo pronunciare – da ministro e da leader di partito – una serie di «no» molto pesanti contro le vergogne del centro-sinistra.
No all’indulto extralarge salva-Previti, salva-furbetti, salva-corrotti e salva-mafiosi. No al segreto di Stato e al ricorso alla Consulta sul sequestro Abu Omar contro i giudici di Milano. No alla depenalizzazione strisciante della bancarotta tentata da qualche ministro furbetto. No agli attacchi contro De Magistris e Forleo. No al salvataggio di Previti alla Camera (il deputato Idv Belisario, per un anno e mezzo, è stato il solo con il Pdci a chiedere la cacciata del pregiudicato berlusconiano, mentre gli altri facevano i pesci in barile). No al salvataggio di D’Alema e Latorre da parte della giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera (lì il dipietrista Palomba s’è pronunciato per autorizzare le intercettazioni Unipol-Antonveneta-Rcs, senza se e senza ma). No all’inciucio mastelliano sulla controriforma dell’ordinamento giudiziario e a tutte le altre porcate del cosiddetto ministro della Giustizia ceppalonico.. No all’inciucio in commissione Affari costituzionali per la legge-truffa di Franceschini e Violante sul conflitto d’interessi (anche qui, solo il Pdci con Licandro e l’allora Ds Giulietti han tenuto botta con l’Idv). No alla limitazione delle intercettazioni telefoniche e no – dopo un’iniziale esitazione alla Camera – alla legge-bavaglio di Mastella & C. contro la pubblicazione delle intercettazioni e degli altri atti d’indagine fino al processo. No all’aumento del finanziamento pubblico dei partiti e al colpo di mano tentato in tal senso dai tesorieri di tutti i partiti (tranne quelli dell’Idv, Silvana Mura, e della Rosa nel pugno, Fabrizio Turco). No al comma Fuda che assicurava la prescrizione agli amministratori pubblici indagati dalla Corte dei conti per infrazioni contabili.

Come ministro delle Infrastrutture, poi, Di Pietro ha bonificato quel lombrosario che era prima il vertice dell’Anas, cacciando gli inquisiti e i condannati e denunciando i responsabili di certi ammanchi. Ha razionalizzato la miriade di progetti faraonici ereditati da Lunardi, concentrando le poche risorse disponibili su alcune opere davvero necessarie. E, in campagna elettorale, è stato il solo a dire papale papale che Rete 4 deve andare sul satellite e che bisogna applicare immediatamente la sentenza dell’Alta Corte di Giustizia europea di Lussemburgo che, dichiarando illegittime le proroghe concesse a Mediaset dal 1999, privano da nove anni Europa 7 di Francesco Di Stefano delle frequenze necessarie per trasmettere. Infine, last but not least: sia che vinca Berlusconi sia che Pdl e Pd arrivino al pareggio e magari tentino un bel governissimo di larghe intese, mi auguro che arrivi in parlamento una pattuglia di guastatori capaci di fare opposizione con fermezza e competenza sui due temi cruciali, la libertà d’informazione e la giustizia uguale per tutti. Di gente così ce n’era anche nel Pd, ma è stata scientificamente eliminata con una specie di pulizia etnica. Ricordiamoci quel che accadde nel 2001, quando l’Idv mancò il quorum per un soffio: l’unica vera opposizione al regime berlusconiano non era in parlamento (a parte i cani sciolti alla Dalla Chiesa e alla De Zulueta, ora scomparsi dalle liste), ma in piazza. Se stavolta entrano in parlamento Di Pietro, Orlando, Pardi, Giulietti, Cordopatri, Mura e qualcun altro come loro, è meglio per tutti.

La mia opinione è identica, anche se non avrei saputo elencare con tanta precisione le porcate della sinistra e i momenti in cui Idv si è distinta. Parecchie cose neanche le sapevo (come la depenalizzazione della bancarotta, la prescrizione per gli amministratori pubblici indagati per infrazioni contabili, e il tenato aumento del finanziamento pubblico ai partiti).
Meno male che Travaglio ha scritto queste righe. Spero diano i frutti che dovrebbero. Tutti dovremmo essergli grati. E se potete, spargete la voce.