Ho letto un apio di articoli molto interessanti sulla condizione delle donne nella società musulmana: Why is Islami Hijab, To ban or not to ban a burqua, e una bella e chiarificatrice testimonianza di un’ex musulmana: A modest proposal.
Glossario:
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E’dalle riflessioni seguite a queste letture che viene il post seguente.
Premetto che parlerò d’ora in poi di ‘donne’ e ‘uomini’ ma sottintendendo ‘la maggior parte di’ donne e uomini, ovvio che non conosco mica tutti! 
Ma non pensate che si voglia andare a parare unilateralmente contro l’Islam.
Ciò che tsa fondamentalmente alla base degli atteggiamenti dell’attuale mondo occidentale e dell’Islam nei confronti delle donne, ruota intorno ad una cosa sola: il sesso.
Nel mondo occidentale agli uomini piace guardare e alle donne piace farsi guardare. Ma mentre la prima è un’attività passiva (non comporta nessuno sforzo..semplicemente capita) la seconda è attiva, in quanto comporta un lavoro, uno sforzo, del tempo speso per agghindarsi, truccarsi, farsi i capelli, comprare vestiti, etc. E il fatto che ci sia tanto impegno per curare qualcosa di puramente estetico e ammiccante al sesso, è indice (spesso accade che lo sia) di un mancato interesse per qualunque altra attività…che si fa si, ma senza impegno approfondito. E’xciò che in molti ambiti le donne non eccellono. Nn raggiungono degli alti livelli ammirabili. Perchè sin da piccole sono spinte dall’intera società, verso altri valori, altri interessi, altre abitudini per passare la giornata, altri modi di impiegare il loro tempo (pensando al ‘ragazzo carino’ al ‘vestito carino’ etc). Ammiccano al sesso dalla mattina alla sera e basta. A partire dalle maglie scollate per finire ai ‘pantaloni a vita bassissima’.
E’per questo che gli uomini ancora di + giudicano le donne solo in base alla bellezza esteriore, e appena le vedono le bollano ‘per incapaci’. L’unico modo per invertire la tendenza è smetterla di eccedere nel farsi guardare assolutamente richiamando motivi sessuali (che non significa necessariamente vestirsi male).
Questo per dire che nel mondo occidentale le donne sarebbero anche libere di realizzarsi ed esprimersi ma la società le soggioga (ponendole di fronte a dei modelli maschilisti e permettendo che crescano con tali modelli per riferimento). Nessuna legge o sopruso impedisce loro di uscire il sabato sera con un maglione largo, eppure se non è aderente, semi-trasparente e scollato nn va bene.
E’molto triste questo…sono come delle catene invisibili.
Nel mondo islamico invece, è nato l’obbligo per le donne di andare in giro coperte sempre di +. Inizialmente il motivo era di gelosia: poichè gli uomini si accorgevano di non riuscire ad evitare di guardare altre donne, il pensiero che altri uomini guardassero le loro mogli (la poligamia è sempre esistita) o concubine (pure sempre esistite), li infastidiva al punto dal pretendere che esse si coprissero. Per un desiserio di possessione…di ‘proprietà privata’ che va ben oltre i confini di libertà individuali.
Cioè in occidente come nel mondo islamico accade che donna == figa punto e basta.
Con la differenza che in occidente le donne se si schiarissero un po’le idee, potrebbero evitare di ridursi a come gli uomini le vedono; mentre nell’islam non potrebbero evitarlo, pena la morte. E molte cmq sono già convintissime che sia giusto così: ebbene si, le donne sono psicologicamente per la maggior parte ‘deboli’ nel senso che si lasciano facilmente auto-soggiogare dalle emozioni/sentimenti, per motivi fisici. Infatti il lato del cervello irrazionale è diviso da quello razionale da una membrana + sottile rispetto a quella degli uomini.
Ciò che però è di essenziale importanza è, che non solo i vari veli vengono imposti come obbligo, ma che soprattutto alle donne sono impedite tutta una serie di attività: dal guidare l’automobile, all’istruzione e al lavoro. Cioè…nn possono vivere se non in casa. Questo non ha nessuna attinenza con la gelosia. Questa è invece una degenerazione dell’imposizione inizialmente nata come gelosia, e successivamente degenerata nella non considerazione della donna come essere umano pensante al pari dell’uomo: una volta superati i confini delle libertà individuali, la degenerazione è facile. Mi spiego meglio. Una volta che l’uomo, per una suo personale bisogno o punto di vista riesce ad imporre i propri desideri alla donna senza che essa sia daccordo e che cmq nn importi il suo parere (mi ricorda la legge sull’aborto), accade che lei diventi sottoposta, non + considerata essere umano pensante, piegata ai desideri di qualcun altro. Una bambola, un robot…come volete chiamarla.
Quel velo annulla la donna che c’è sotto
xchè simbolo di una cultura che esclude le donne da qualunque attività
xchè non impedisce che vengano picchiate dai loro mariti
xchè non impedisce nemmeno gli stupri (dove le leggi della sharia sono leggi nazionali, per condannare un uomo di stupro la donna ha bisogno di portare in tribunale 5 testimoni (impossibile!) e il tasso di violenze sessuali è + alto in città dove le leggi sui vari veli sono + restrittive rispetto alle zone rurali)
xchè l’unica cosa che sancisce davvero è la nullità della donna.
Le donne occidentali che, esasperate dalla cultura sex-addicted occidentale, vedono nel burqa una protezione dagli sguardi altrui, potrebbero limitarsi a vestirsi con degli abiti sobri invece di ricorrere ad un simbolo imposto di schiavizzazione e annullamento.
Negli articoli prima linkati, si fa riferimento anche alle teorie freudiana per cui la separazione tra maschi e femmine che avviene porta ad un’innaturale sviluppo della società tra le cause di arretratezza di quelle popolazioni. E la cultura del ‘copriti’ porta ad un’esasperazione delle pulsioni sessuali:
“But oddly enough, zealotry about modesty has not fostered societies which respect women as human beings, and not just as sex objects. In fact, the opposite is true. When I was growing up in Pakistan, I encountered a lot of sexual harassment. There was no redress. My mother just told me to be quiet and walk on, or else men would gather and gawk at me in the most humiliating way. Since I came to the US 20 years ago, I have not worn the hijab, and I have never personally had any bad experiences.” (dall’esperienza personale di una pakistana ex-islamica)
Traduzione:
“Ma abbastanza stranamente il fanatismo riguardo la modestia (nei costumi ndr) non ha portato la società al rispetto delle donne come esseri umani e non semplicemente come oggetti sessuali. Infatti è vero l’opposto. Quando ero piccola in Pakistan ho incontrato molti comportamenti sessualmente offensivi. Non c’era nessun rimedio per essi. Mia madre semplicemente mi diceva di restare calma e camminare oltre, o altrimenti gli uomini si sarebbero ammassati intorno a me e mi avrebbero apostrofato nei modi più umilianti. Da quando sono arrivata negli Stati Uniti 20 anni fa, non ho indossato alcuna hijab(particolare velo coprente) e non ho mai avuto alcuna brutta esperienza.”
La poligamia e il concubismo non sono che delle ulteriori dimostrazioni di cui, di cosa pensino o di come stiano le donne, agli islamici non frega niente. Le donne hanno sempre vissuto male, per gelosia, i rapporti dei propri mariti con altre donne ma a nessuno è mai importato.
La castità e lontananza da rapporti sessuali con altri è un valore applicato solo alle donne.
bella moralità.
bel rispetto.
e anzi, l’esasperazione che porta al coprire interamente (il burqa copre anche mani e piedi) non è altro che un’accentuazione di quanto la donna sia vista UNICAMENTE come oggetto sessuale (altrimenti almeno l’unghia non dovrebbe fare impazzire quei deviati dei musulmani gh)
In conclusione secondo me, le donne che possono farlo (cioè le occidentali) devono smettere di ridursi ad oggetti sessuali. Per invertire la tendenza anzi, visto il punto in cui si è arrivati, il richiamo al sesso negli atteggiamenti e nei vesititi e negli stili di vita femminili, dovrebbe essere l’ultima cosa.
Solo davanti a delle reali capacità intellettive/lavorative/creative anche i maschilisti + convinti dovranno retrocedere. Solo davanti a meriti evidenti l’individualità e lo spessore femminile potrebbero elevarsi. Fino al punto dal coinvolgere (un giorno ancora molto lontano) anche il mondo islamico.





